Trasgressione sportiva




Mi chiamo G., sono un 40enne single da circa 3 anni. Sono sempre stato fidanzato con donne, ma da circa 15 anni sono segretamente bisex. In realtà sono molto attratto dai transex femminili o travestiti molto curati e femminili, ma di tanto in tanto fantastico anche sugli uomini, con cui però non ho mai avuto alcuna esperienza.

In tutti questi anni, ho avuto molti incontri con transex a pagamento e qualche trav non mercenaria, altalenando le solite esperienze positive e negative, come è normale che sia. Nonostante sia single da un pò, preso da altre cose della vita, è un bel pò di tempo che non sfogo questa mia insospettabile passione. Ma le cose accadono sempre in maniera inaspettata e, a volte, nei momenti più impensabili, com’è successo a me nella storia che sto per raccontare.

E’ una normale giornata feriale, che avevo in programma di concludere con quel che per me è del sano e divertente sport, una partita di tennis dopo il lavoro. Gioco assiduamente, 2/3 volte a settimana, non solo amichevoli con amici ma partecipo anche a tornei amatoriali, per lo più organizzati da appassionati come me. Un modo come un altro per conoscere gente nuova con cui giocare, giusto per non giocare sempre con le stesse persone. In occasione di uno di questi tornei amatoriali, mi mettono in contatto con l’avversario. Senza conoscerci, chattiamo su Whatsapp per fissare l’incontro prenotando il campo presso un circolo ben conosciuto nella mia città per le 21… un pò tardi, ma purtroppo prima era tutto occupato.

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La serata è molto umida, tipica autunnale. Arrivo per le 20.45 e vado dritto in spogliatoio a cambiarmi. Poco dopo arriva anche il mio avversario: un signore distinto di circa 55 anni, capelli brizzolati quasi del tutto bianchi, molto magro e alto, ma non più di me che supero uno e novanta. Dopo le presentazioni di rito, scambiamo due chiacchiere, ci cambiamo e andiamo al campo. Giochiamo una bella partita divertente, che però perdo meritatamente, grazie alla sua maggiore regolarità ed esperienza.

Non essendoci nessuna prenotazione dopo di noi, ci siamo trattenuti un quarto d’ora in più sul campo, terminando di giocare verso le 22.15. Appena finito, parliamo della bella partita fatta e del più e del meno. Io, generalmente molto timido con persone nuove, stento sempre a far decollare la conversazione, mentre lui mi faceva molti complimenti su come avevo giocato, tessendo le lodi di alcuni bei punti che avevo messo a segno. Io ricambiavo i complimenti, ma appena finivo di parlare, lui ripartiva quasi subito con altri argomenti. E così ancora nel tragitto dal campo agli spogliatoi, continuava a parlarmi quasi ininterrottamente. La sua voce delicata e suadente, e la sua grande signorilità nei modi e nei movimenti, non lo facevano certo sembrare gay, ma nemmeno denotavano una gran virilità, tanto che ho cominciato ad avere dubbi sul suo orientamento sessuale. Ma proprio appena dopo che mi era balenato questo strano pensiero in testa, lui mi dice, tra le altre cose, di essere sposato e di avere due figlie ormai grandi.

Rientriamo negli spogliatoi che erano circa le 22.25. A quell’ora quasi tutti i circoli tennis sono deserti, perchè solitamente alle 21 solo gli amatori molto appassionati accettano di giocare, soprattutto di questi tempi. Siamo dunque soli in un grande spogliatoio, ma non faceva freddo. Mentre sistemiamo le borse sulle panchine, lui continua a parlarmi di varie cose che nemmeno ben ricordo. Io tenevo tranquillamente la conversazione, ma rispondevo annuendo o a monosillabi, perchè continuavo a chiedermi del perchè tutto questo parlare con me, che ero praticamente uno sconosciuto. Mi sono detto che magari ognuno ha il suo carattere e lui era così, anche se i suoi modi nel parlarmi erano davvero particolari, quasi delicati.

Ogni volta che lo guardavo, vedevo che lui mi guardava dritto in viso e spesso sorrideva. Trovavo il suo comportamento molto strano, ma non volevo credere ad un secondo fine, non solo per il fatto che fosse sposato, ma soprattutto perchè non mi era mai capitato di essere in qualche modo “corteggiato” da un uomo. Poi se devo essere schietto, le mie rare fantasie su uomini sono prettamente legate a sesso spinto, alle bellissime sensazioni che si provano nei momenti più trasgressivi, come quando ad esempio si prende in bocca un bel cazzo duro. Non certo sono attratto dalle forme maschili, dai peli, dalla virilità insomma, nè tanto meno mai mi verrebbe voglia di baciare un uomo in bocca, in nessuna circostanza.

Ad ogni modo, sarà stato per l’adrenalina dello sport appena terminato ancora in circolo, per la situazione quasi surreale di un grande spogliatoio vuoto e a luci basse, e per il modo quasi intimo con cui questo signore praticamente sconosciuto continuava a rivolgersi a me, ho iniziato quasi inspiegabilmente ad eccitarmi. Di solito, durante e dopo una partita di tennis, ho sempre il cazzo molto moscio, ma proprio mentre mi denudavo completamente ho cominciato a sentire sopravvenire un’erezione. Ho tentato di contrastarla, ma si sa che l’eccitazione parte sempre dal cervello e a volte ti ritrovi a non poterla fermare. Come sento e vedo che il cazzo cominciava a diventare ben più grande, tendo subito a coprirmi con l’accappatoio, che di solito non indosso prima della doccia ma soltanto alla fine. Così, dando le spalle a lui, vado verso le docce che si trovano in una stanza separata rispetto alla grande stanza centrale dello spogliatoio, quindi chi entra nello spogliatoio non può mai vedere la gente che sta facendo la doccia.

Entrando nella stanza delle docce, lui ovviamente smette di parlarmi. Le docce sono separate da pareti in muratura e di fronte ad esse un corridoio con gli appendini. Di quattro docce scelgo la seconda e, dopo aver appeso l’accappatoio di fronte, entro in doccia completamente nudo. Il mio cazzo era quasi del tutto duro e, modestamente devo dire che quando è totalmente in tiro è un bel cazzone di 19 cm. Tra l’altro, tempo fa, ho tentato un esperimento di rasatura dei peli intorno al pene e alle palle. Devo dire che a livello igienico mi trovo molto bene, e la sensazione di accarezzarsi le palle quasi senza peli è molto piacevole. Il pensiero di essere lì, nudo in una doccia con il cazzo in tiro, e solo con un uomo che fino ad allora era stato così gentile e parsimonioso di complimenti nei miei confronti, mi faceva eccitare ancora di più, ma l’istinto era ovviamente di nascondermi, così davo le spalle alla doccia, mentre attendevo che l’acqua che già scorreva diventasse calda.

Poco dopo lo sento entrare. Invece di mettersi nella prima doccia da me lasciata libera, sceglie la terza, quella dopo la mia. Mi passa dietro la schiena e io mi giro solo con la testa per guardarlo. Era quasi totalmente glabro, guardo in basso e vedo il suo culo senza peli ed il cazzo moscio ma non piccolo, direi piacevole alla vista. Subito rigiro la testa ed inizio a sciacquarmi con l’acqua calda. Lui allora dice: “approfitto un attimo del bagno” e si dirige verso la toilette. Penso: è una scusa per passare di nuovo dietro di me e guardarmi meglio nudo? Anche questo pensiero mi eccita non poco, ma continuo a farmi la doccia con il cazzo ormai totalmente in tiro. Come finisco di insaponarmi, lo sento tornare dalla toilette. Subito sto attento per dargli nuovamente le spalle in modo da nascondere la mia erezione. Lui passa dietro di me e rientra nella sua doccia. Sento anche l’acqua della sua doccia scorrere, e mentre ci facciamo la doccia contemporeamente non ci diciamo una parola.

Io, avendo iniziato un pò prima di lui, finisco prima, mi giro per prendere l’accappatoio e lo indosso. Il mio cazzo dritto sbucava fuori dall’apertura dell’accappatoio che di solito allaccio approssimativamente, ma in quel momento non mi sono preoccupato più di tanto, in quanto sentivo ancora la sua acqua scorrere. Mi avvio dunque verso l’uscita della stanza delle docce, ma dopo un paio di passi mi accorgo di aver dimenticato il bagnoschiuma in doccia. D’istinto, mi giro per tornare a prenderlo, con l’accappatoio semiaperto e il cazzo dritto ben visibile. Proprio in quel momento, sento l’acqua fermarsi e vedo lui uscire subito fuori dalla doccia per prendere il proprio accappatoio. Invece di coprirmi, resto pietrificato e lo guardo dritto in faccia. Lui che non ancora si accorgeva della mia erezione, mi guarda in faccia mentre si mette l’accappatoio. Io ero immobile davanti a lui, lo vedo che butta l’occhio sul mio cazzo ma risale subito con lo sguardo quasi imbarazzato a guardarmi nuovamente negli occhi.

In quel momento mi sono passate tante cose per la testa. Magari potevo dire che non era lui ad eccitarmi, ma la situazione. Oppure che non sono attratto dagli uomini in quanto tali, ma solo dalle porcate che si possono fare anche con i membri maschili. Ma non dico niente. Anche lui, con l’accappatoio appoggiato sulle spalle ma aperto, non dice niente. Ci guardiamo negli occhi, quasi nudi, io con il cazzo in tiro, lui moscio ma più grande di quanto lo avevo visto prima. Senza pensarci su più di tanto, decido di fare un passo in avanti, sinceramente con il solo intento di riprendere il bagnoschiuma nella doccia, ma proprio in quel momento anche lui fa un passo in avanti verso di me. Ci fermiamo di nuovo, uno di fronte all’altro. Dopo pochi secondi, sento la sua mano avvolgermi il cazzo durissimo. Quasi subito, socchiudo gli occhi e sospiro. Non ho più il coraggio di guardarlo in faccia, ma penso solo a godermi il suo tocco delicato che mi accarezza il pene ancora umido della doccia. In piedi, senza avvicinarsi di più a me, si spinge con la mano sotto le palle e la sensazione è bellissima. E’ molto delicato e sensuale, ci sa fare.

La testa iniziava ad esplodermi ormai di porche sensazioni, fino a farmi perdere pian piano ogni inibizione. Riapro gli occhi e lo guardo in faccia, lui era quasi impassibile, e con il suo solito sorrisetto continuava il massaggio erotico. Il silenzio ormai stava diventando pesante, così mi faccio coraggio e sussurro: “sì, è bellissimo così” e risocchiudo gli occhi in preda al piacere. Appena dopo aver pronunciato quella frase, percepisco un suo movimento corporeo. Riapro gli occhi, lui mi lascia il cazzo per togliersi l’accappatoio e riappenderlo in tutta tranquillità. Si rigira verso di me e, rapidamente e inaspettatamente, si inginocchia completamente nudo e non curante del bagnato che c’era per terra. Sapevo cosa stava per succedere, ma non avevo il coraggio di guardarlo direttamente. Sento solo il mio cazzo entrare delicatamente nella sua bocca calda. Istintivamente, poco dopo, gli appoggio una mano sulla testa, usando la sua stessa delicatezza, accompagnandolo nei suoi movimenti di fellatio. Lui inizia a farmi un pompino con i fiocchi, ed io a tirare fuori tutta la mia porcaggine.

Improvvisamente le parti si invertono. Sembravo io quello più timido dei due fino a poco prima, ora invece stavo godendo del pompino di un uomo e gli stavo dicendo quasi sussurrando: “sì dai… succhiami… è fantastico”. Anche se non c’è nessuno, il circolo è ancora aperto e qualcuno, tipo un custode, sarebbe potuto entrare da un momento all’altro, anche se non ci avrebbe visto subito perchè eravamo nella stanza separata delle docce. Questa cosa ovviamente rendeva la situazione ancora più eccitante. Quindi se dicevo qualcosa, lo dicevo sottovoce anche per sentire se si apriva la porta di ingresso dello spogliatoio.

Il pompino è delizioso, come quello di una donna che li sa fare. Le mie inibizioni ormai stavano quasi totalmente scomparendo e, in preda ad una fortissima eccitazione, iniziai a desiderare di succhiarglielo, fantasticando di come poteva essere il suo cazzo duro, che non ancora avevo avuto modo di vedere. Mi faccio di nuovo coraggio, gli allontano delicatamente la testa con una mano e gli dico “alzati”. Lui si alza subito e con la coda dell’occhio vedo che anche lui aveva avuto una bella erezione. Lo guardo dritto negli occhi e gli dico: “voglio succhiarti anch’io”. Lui non risponde, ma sorride. Mi tolgo l’accappatoio con foga, facendolo cadere a terra, e mi inginocchio come lui poco prima. Scendo giù e finalmente lo vedo bene. Un bel cazzo, più piccolo del mio, con pochissimi peli bianchi, come i suoi capelli. Non esito a prenderglielo subito in mano per sentirne la durezza e, poco dopo, a cominciare a leccarlo con la lingua da sotto per tutta la sua lunghezza. Era pulito, appena docciato, ben duro e molto piacevole sotto la lingua.

Ogni tanto mi venivano in mente dei flash di quanto surreale fosse tutto questo. Che ero andato solo per giocare a tennis, e invece ora mi ritrovavo a fare maialate in doccia con il mio stesso avversario. Per altro, a questo punto, sicuramente entrambi bisex insospettabili. Pensieri che continuavano solo ad accrescere la mia eccitazione e a spingermi a fare e volere di più. Il gusto di quel cazzo duro era inebriante, considerando anche il fatto che era passato ormai un bel pò di tempo dall’ultima esperienza del genere. Lo leccavo bene da sotto, mi spingevo giù e gli leccavo anche le palle non pelose, mi passavo il suo cazzo per tutta la faccia accarrezzandolo in qualche modo col viso ed il naso. Potevo farlo perchè mi ero rasato la mattina stessa e sapevo di non fargli male con la ricrescita della barba. Una sensazione bellissima avere un cazzo duro in faccia, che puoi leccare a tuo piacimento.

Dopo qualche minuto di leccate, gli prendo finalmente in bocca la cappella e lo sento sospirare. Comincio a pompare con un ritmo piuttosto veloce e lo sento ansimare, ma anche lui sommessamente per non fare rumore. La situazione si faceva sempre più calda, tanto che il mio cervello era ormai partito verso nuovi desideri perversi. Lui ansimava di piacere al mio pompino, ma non diceva niente. Ancora una volta, sono io a rompere il silenzio. Ormai non avevo più bisogno di farmi coraggio, ero totalmente eccitato, quindi istintivamente gli ho detto direttamente ciò che in quel momento desideravo. Mi fermo con il pompino e, con il suo cazzo ancora davanti alla bocca, lo guardo dal basso in alto e gli dico: “voglio che mi scopi!”. Lui mi sorride e mi risponde: “ci speravo”, e dopo pochi secondi aggiunge: “ma non così, non ho condom”. Io immediatamente rispondo al suo sorriso con un altro sorriso e dico: “ce l’ho io”. Lui aggiunge: “ma se ci sente qualcuno…” ed io: “dai non c’è nessuno, poi siamo qui in disparte, facciamo piano e sentiamo se entra qualcuno”. Lui si convince e fa cenno di sì con la testa.

Non me lo faccio ripetere due volte, vado subito nell’altra stanza a prendere il condom che avevo nella portafoglio. Torno da lui, glielo porgo in mano incartato e mi dirigo dentro la seconda doccia. Apro l’acqua, è subito calda. Mi sciacquo in mezzo alle chiappe rapidamente, poi prendo un pò di bagnoschiuma e me lo passo sul buco del culo eccitato. Non mi giro a guardarlo, ma percepisco dai rumori che sento che si sta mettendo il condom. Ancora senza girarmi, chiudo l’acqua, appoggio due mani contro la parete della doccia e divarico le gambe, piegandomi un pò in avanti essendo più alto di lui. Sempre senza girarmi, gli dico: “dai, mettimelo in culo, dai”. Lui è ormai pronto e, senza dire una parola, comincia a puntarmi il culo. Sento la cappella plastificata sfiorarmi il buco e subito ho un sussulto di piacere. Allungo una mano dietro per provare a guidarlo, ma non lo trovo, poi improvvisamente sento la cappella appoggiarsi bene sul mio buco. La goduria di quel tocco era sublime e mi inebriava. Rimetto la mano sul muro e lo sento iniziare ad entrare. Dico: “sìììì… cosììììì” e poco dopo sento il suo cazzo duro entrarmi facilmente ma lentamente nel culo. Mentre si fa strada, inizio a sospirare di piacere. Non prendevo un cazzo in culo da tantissimo tempo e in quel momento mi sono chiesto: “perchè ho aspettato tanto??” Ormai rapito dalla libidine, gli dico: “dai scopami, fottimi!”. Lui non dice niente, ma comincia a spingere di più e sento il suo ventre piatto e le sue gambe sbattere contro le mie natiche a a buon ritmo, nè veloce o violento nè lento. Io, ormai in estasi, mi lascio andare a qualche frase di turpiloquio, tipo: “mi hai battuto sul campo, ora mi sbatti anche nella doccia!”.

Lui non rispondeva, ma aumentava il ritmo e vigore ad ogni cosa che dicevo, fino a prendermi in mano il cazzo e a segarmi. Allora gli dico: “sìììì segami… fammi sborrare col tuo cazzo nel culo”. A quel punto lui si ferma nel segarmi e mi dice: “hai solo un condom? anche a me piace prenderlo”. Io rispondo: “purtroppo sì”, mentre lui continua a fottermi ormai afferrandomi i fianchi con entrambe le mani. Allora lui mi dice: “sei sicuro di voler venire così?” ed io: “sì, col tuo cazzo tutto nel culo sarà bellissimo!”. Alle mie porche parole, lo sento afferrarmi il cazzo durissimo con più decisione e a ricominciare a segarmi con vigore ma allo stesso tempo con un tocco più che piacevole. Ero quasi all’apice del piacere, e i miei gridi soffocati di godimento annunciavano ormai inequivocabilmente l’arrivo imminente di un orgasmo.

Lui se ne accorge e mi infligge tre o quattro colpi di reni che mi fanno sentire tutto il suo cazzo dentro, fino alla base. Io, quasi a ringraziarlo, gli dico seguendo i ritmici singhiozzi dei suoi colpi: “sei fantastico… tu sì che sai… come fottere… il culo… di un vero porco… come me!”. Dopo pochi secondi, comincio a sborrare nella doccia cercando di soffocare il più possibile le urla di piacere per non fare casino. Al termine della sborrata, lui rallenta il ritmo fino ad uscire subito dal mio culo. Sapevo bene che lui non era ancora venuto, allora mi giro subito verso di lui, gli tolgo il condom e lo butto per terra, mi inginocchio di nuovo davanti a lui e comincio a segarlo forte. Lo guardo in faccia mentre gli dico: “sì dai vienimi addosso… vienimi in faccia… dai”. Lui non dice niente, ma lo vedo in preda al piacere che sta per venire. Lo sego ancora più forte, finchè comincia a schizzare. Uno schizzo mi colpisce il viso, vicino alle labbra. Il resto mi finisce addosso. Da vero porco, tiro fuori la lingua e lo assaggio con la punta, guardandolo negli occhi. E’ salato ed un pò acre, ma gradevole. Mi risollevo, lui si allontana e senza dire niente, facciamo di nuovo una doccia.

Io, con il culo un pò dolorante, riuscivo ancora a godere della sensazione di leggero bruciore e di quella inaspettata e porca esperienza di aver preso di nuovo un cazzo dopo tantissimo tempo. Per giunta, da un altro insospettabile bisex come me e ben più maturo di me. Usciamo dunque dalla doccia senza dirci nulla. Non so se per l’imbarazzo di quanto accaduto o per cos’altro, non parlavamo più. Ognuno si riveste il più rapidamente possibile, mettendo a posto le proprie cose. Solo al momento di uscire dallo spogliatoio, ci guardiamo e lui mi dice: “beh, mi piacerebbe fare un’altra partita”. Io sorrido e gli dico: “certamente, ho il tuo numero, ti faccio sapere quando sono disponibile.”. Lui: “ok buona serata” e io: “anche a te, ciao”.

Così, quasi come non fosse successo niente. Invece è tutto vero… sento ancora un pò di quel bruciore mentre finisco di scrivere questo racconto. Sì, perchè l’eccitazione di quanto accaduto, mi è tornata violentemente addosso dopo qualche ora, spingendomi a scrivere questo racconto erotico per condividerlo con altri bisex insospettabili come me, che avrebbero goduto esattamente come me di questa trasgressiva esperienza, e che spero avranno un’erezione nel leggerlo, così come l’ho riavuta io mentre lo scrivevo. Anzi, sarebbe altrettanto eccitante ricevere commenti e considerazioni, quindi invito i lettori di questo mio primo racconto a contattarmi, per condividere anche privatamente le nostre più trasgressive passioni e fantasie.



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